Il fiore del cactus /blog Spazio per Pensieri, Ecologia, Informatica e Politica Sun, 15 May 2005 10:37:52 +0000 http://backend.userland.com/rss092 en Vectrix: un maxi scooter elettrico Da qualche tempo sono interessato agli scooter elettrici, per diverse ragioni: permettono un incremento notevole della efficienza energetica per gli spostamenti cittadini, hanno zero emissioni nei centri delle nostre città ed hanno un costo chilometrico molto basso. L’aumento del petrolio accentuerà notevolmente il divario tra i costi di percorrenza, anche se gran parte della nostra energia elettrica proviene da questa fonte, perché l’efficienza dei piccoli motori a scoppio è notevolmente inferiore a quella delle centrali termoelettriche. I modelli che ho visto finora soffrivano però di grosse limitazioni, dovute principalmente alla scarsa velocità, alla bassa autonomia ed ai lunghi tempi necessari alla ricarica delle batterie. Per questo sono piacevolmente sorpreso da Vectrix, [1] uno scooter capace di percorrere 110 chilometri, per velocità di punta di 100 km/h, che verrà venduto in Italia a partire dalla prossima primavera. Il costo è ancora molto alto, ma dovrebbe abbassarsi gradualmente con il tempo e con le vendite. Speriamo che gli ecoincentivi ed i prestiti agevolati vadano a calmierare i costi di acquisto dei mezzi di questo tipo, perché permetterebbero una notevole riduzione delle emissioni dei veicoli, una forte riduzione della rumorosità, ed una riduzione dei costi chilometrici per gli spostamenti, garantiti da un aumento dell’efficienza della produzione e dell’utilizzo dell’energia. [1] http://www.vectrixusa.com/scooter/specs.html /blog/index.php/archives/2005/05/15/vectrix-un-maxi-scooter-elettrico/ 4 sì: perché Io non mi astengo Ricevo e ripubblico volentieri una mail da parte dell’Associazione Luca Coscioni sui referendum sulla fecondazione assistita del 12 e 13 giugno. La data scelta per il referendum non è affatto casuale: l’intento è quello di non fare raggiungere il quorum a causa delle distrazioni estive degli elettori. Proprio per questo serve la mobilitazione di tutti, ed un piccolo sforzo per portare a votare amici e conoscenti. Mandate un’email in giro, è molto importante. Ciao, volevo segnalarti la campagna Tam Tam blog lanciata per i referendum sulla fecondazione assistita del 12 e 13 giugno. Hanno scelto una data così proprio perché puntano sul fatto che la gente vada al mare e così non si raggiunga il quorum necessario per la validità dei referendum. La loro arma migliore è il silenzio che hanno calato sui referendum e la disinformazione. Per quel che è possibile stiamo cercando tramite internet di animare il dibattito e di far circolare informazioni su questo appuntamento. Il centro operativo della campagna online è il sito www.4si.it, da dove è possibile aderire alla campagna e inviare messaggi via email ai propri conoscenti. Puoi, tramite il tuo blog, pubblicizzare questo sito, che contiene anche tutte le informazioni sui referendum (compresi i link ai comitati per il no o l’astensione), aderendo qui http://www.4si.it/feed/creailtuobox.php [1] Un altro strumento che abbiamo creato è un monitoraggio costante della conversazione sui referendum che avviene nella blogosfera: http://www.lucacoscioni.it/aggregator/sources/13 [2] Per maggiori informazioni sul nostro sito internet http://www.lucacoscioni.it/node/2332 [3] [1] http://www.4si.it/feed/creailtuobox.php [2] http://www.lucacoscioni.it/aggregator/sources/13 [3] http://www.lucacoscioni.it/node/2332 /blog/index.php/archives/2005/05/13/4-si-perche-io-non-mi-astengo/ Questi giorni sono molto importanti per il problema dei brevetti sul software. Cortiana [1] ha inoltrato un comunicato stampa, Stallman [2] ha inviato una lettera al parlamento italiano. Ve le allego entrambe, perché il tema è importante (anche se per motivi di tempo ho approfondito meno del solito la questione, in questi giorni). Martedì 17 Maggio verranno organizzate delle iniziative proprio per sensibilizzare la gente su questi temi, che ostici alla maggior parte delle persone. Il problema principale, infatti, è spiegare la reale importanza e l’impatto che scelte di questo tipo avranno sul futuro della nostra economia e sulla nostra vita. E’ un compito duro perché il tema è difficile, per questo dobbiamo tutti impegnarci a fare il possibile per dare la massima divulgazione possibile alle iniziative. Conto su di voi! Software, Cortiana:”inizia una grande mobilitazione per la libertà degli alfabeti” “Oggi, alla prima discussione sulla mozione contro la brevettabilità del software, firmata da 99 senatori di tutti gli schieramenti politici, ho sollevato il tema della libertà delle nostre università, delle nostre imprese, dei nostri cittadini. Per questo ritengo utile promuovere una vera e propria giornata di mobilitazione nazionale su questo tema, in occasione della prossima discussione al senato. Ho anche provveduto a inoltrare ai colleghi una lettera che il presidente della Free Software Foundation ha inviato ai parlamentari italiani in questa occasione.” Dichiara il sen. Cortiana, delegato al World Summit on Information Society dell’ONU per il Senato della Repubblica. Si allegano la lettera aperta per la mobilitazione nazionale del 17 Maggio e la lettera che Richard Stallman ha inviato ai parlamentari italiani. Lettera aperta al mondo della rete Una mobilitazione contro i brevetti software. Sono ormai diversi mesi che un movimento ampio e variegato ha cominciato ad approfondire una riflessione contro l’ipotesi di rendere brevettabile il software: un mondo composto di imprese e singoli, fuori dagli steccati di appartenenza e professione. Sulla brevettabilità del software ci giochiamo il futuro degli alfabeti e la loro libertà, la libertà di comunicare, condividere, informarci, come conferma anche Richard Stallman nella lettera che ha inviato a tutti i parlamentari italiani in questa occasione. Siamo giunti ora, in Italia, ad un passaggio chiave: il Senato della Repubblica sta discutendo e votando una mozione promossa da 99 senatori di tutte le forze politiche contro la brevettabilità del software. Ma noi vorremmo che questa discussione non avvenisse solo nel Palazzo, ma nelle università, nelle imprese, nelle scuole, in tutti quei luoghi di produzione di conoscenza che, con la approvazione della direttiva europea per la brevettabilità del software sarebbero meno liberi. MARTEDI’ 17 MAGGIO, mentre le Istituzioni discuteranno di questo tema, sarebbe importante che, dal banchetto informativo, al convegno, dal volantino alla discussione in aula, un mondo sensibile e nuovo dimostrasse che inizia a profilarsi quel Quinto Stato pronto a difendere i propri diritti e la propria libertà. Sen. Fiorello Cortiana Vi preghiamo di rendere note le iniziative programmate alla mail f.cortiana@senato.it Info-line 06/67063104 Lettera di Richard Stallman ai Parlamentari Italiani Cari membri del Parlamento italiano, Gli sviluppatori e gli utilizzatori di software in Europa si troveranno di fronte ad un grande pericolo se l’UE permetterà di brevettare le tecniche di software: il pericolo di essere incriminati per le idee contenute nei software che essi sviluppano e usano. A differenza del copyright, che protegge la descrizione dell’intero programma ma non le singole idee che lo compongono, la brevettabilità del software consentirebbe un monopolio sull’uso di tecniche generiche. Un programma complesso è la combinazione di migliaia di queste tecniche. Se un paese permette la brevettabilità di ognuna di queste tecniche, un programma complesso può infrangere centinaia di brevetti in un colpo solo. ( secondo uno studio svolto lo scorso anno il Kernel di Linux, la parte centrale del programma linux, usato per il sistema operativo GNU, infrangerebbe 283 brevetti USA) Come sono queste tecniche? Consideriamo la “progress bar”, la barra progressiva che gradualmente passa dallo 0% al 100% mostrando sullo schermo la realizzazione di una operazione, come l’apertura di una pagina web o lo scaricamento di un documento. Questa tecnica è una piccola parte contenuta in migliaia di programmi software che svolgono differenti funzioni. Persino questa tecnica è stata brevettata all’Ufficio Europeo dei Brevetti, insieme ad altre 50.000, a dispetto dello stesso trattato costitutivo dell’Ufficio Europeo dei Brevetti. Se la Direttiva del Unione Europea desse un valore legale a questi brevetti, gli sviluppatori e gli utilizzatori di migliaia di programmi rischierebbero la minaccia di incriminazioni. Un programma è come un romanzo: una raccolta di dettagli che insieme sviluppano molte idee. Immaginate cosa accadrebbe se ogni idea letteraria venisse brevettata, per esempio “una scena d’amore con una donna sul balcone” o “gli occhi blu di una persona che assomigliano al mare”. Chiunque scrive un romanzo potrebbe violare diverse centinaia di brevetti; se uno scrittore scrivesse con la preoccupazione di essere incriminato difficilmente scriverebbe un buon romanzo. Non è questo il modo di promuovere la scrittura né dei romanzi, e neanche dei programmi software. Le pressioni per la brevettabilità del software provengono principalmente dalle multinazionali dell’informatica. Esse vogliono la brevettabilità del software perché ognuna ne detiene migliaia negli USA e li vuole importare in Europa. Se l’Europa permetterà la brevettabilità del software le multinazionali (molte non europee) avranno uno strumento di controllo sull’uso del software in Europa. Molti legislatori non hanno mai avuto a che fare con lo sviluppo di software, così possono credere ai miti relativi all’efficacia dei brevetti sul software. Per esempio il mito sulla protezione brevettuale dell’intero disegno di un prodotto, se si dice che un programmatore può ottenere un brevetto per “proteggere il suo programma” questo potrebbe avvalorare questo mito. Poi c’è il mito che vuole che i brevetti possano “proteggere” i “piccoli inventori” dalla competizione delle multinazionali. Se questo fosse vero le multinazionali non sarebbero favorevoli alla brevettabilità del software. Ogni multinazionale usa le sue migliaia di brevetti per mettere ognuno nelle condizioni dello scambio le licenze. Così facendo il programma innovativo di un piccolo inventore combinerebbe le sue poche nuove idee brevettate con le centinaia (o migliaia) di idee ben conosciute, alcune brevettate da IBM, alcune brevettate da Microsoft, ecc. Poi loro si comporteranno con lui come se la questione dei brevetti non ci fosse. C’è quindi il mito del vantaggio che le compagnie americane avrebbero proprio perché gli USA riconoscono la brevettabilità del software mentre l’Europa no. Se questo fosse vero, le compagnie statunitensi ed il governo degli Stati Uniti non presserebbero l’Europa per consentire la brevettabilità del software. Al contrario l’Europa ora ha un vantaggio. I brevetti degli Stati Uniti riguardano soltanto ciò che è fatto negli Stati Uniti, ma ognuno può avere un brevetto statunitense. Le compagnie europee possono avere brevetti statunitensi e attaccare gli sviluppatori americani. Ma attualmente gli Americani non possono avere brevetti software Europei e quindi attaccare gli Europei. Fino a che l’Europa rifiuterà di brevettare il software, l’Europa avrà questo vantaggio, Se l’Europa mantiene il suo vantaggio, con il rifiuto di brevettare software, finalmente il mio paese può trovare necessario competere cambiando la sua insensata politica. Per favore aiutate gli Stati Uniti a salvarsi dai brevetti sul software, salvando innanzitutto voi stessi. Con franchezza, Richard Stallman Presidente della Free Software Foundation Membro della MacArthur Foundation La lettera di Richard Stallman in versione originale Dear Member of the Italian Parliament Software developers and users in Europe face the danger if the EU allows software techniques to be patented: danger of being sued for the ideas included in the software they develope or use. Unlike a copyright, which covers the details of an entire program but not the ideas, a software patent is a state-imposed monopoly on use of a general technique. A complex programs combines thousands of such techniques. In a country that allows each of these techniques to be patented, a complex program can infringe hundreds of patents at once. (Linux, the kernel used with the GNU operating system, infringes 283 different US patents according to a study made last year.) What are these techniques like? Consider the “progress bar”, which fills up gradually from 0% to 100% to show a program’s progress in doing a certain task. This technique is a small part of thousands of programs that do many different jobs. It is also patented, according to the European Patent Office–one of the 50,000 software patents that it has illegally issued, defying the treaty that created it. If the European Union Directive gives legal validity to these patents, the developers and the users of those thousands of programs could all face threats of lawsuits. A program is like a novel: a large collection of details that together implement many ideas. Imagine if each literary idea could be patented–for instance, “A love scene with the woman on a balcony” or “a person’s blue eyes resemble the sea”. Anyone writing a novel would then infringe dozens or hundreds of patents; writing a novel you won’t get sued for would be harder than writing a good novel. This is not the way to promote writing–not novels, and not software. The pressure for software patents comes mainly from the computer megacorporations. They want software patents because each has thousands of them in the US, and wants to import them to Europe. If Europe allows software patents, the megacorporations (most of them foreign) will have a measure of control over software use in Europe. Most legislators have never done software development, so they fall prey to myths about what software patents do. For example, the myth that a patent covers the entire design of a product–if you say that a software developer could get a patent “to protect his program”, you have made appeal to this myth. I’ve explained the truth about this above. Then there is the myth that patents can “protect” a “small inventor” from competition by the megacorporations. If that were true, the megacorporations would not be in favor of software patents. Each megacorporation use its thousands of patents to make everyone else cross-license. Typically the small inventor’s innovative program will combine his few new patented ideas with hundreds (or thousands) of well-known ideas, some patented by IBM, some patented by Microsoft, etc. The megacorporations will force him to cross-license. Then they will compete with him just as if there were no patents. Then there’s the myth that US companies have an advantage while the US has software patents and Europe does not. If that were true, US companies and the US goverment would not be pressuring Europe to allow software patents. The truth is the opposite: Europe has the advantage. US patents restrict only what is done in the US, but anyone can get a US patent. European companies can and do get US software patents, and attack US software developers. But currently Americans can’t get European software patents and attack Europeans. As long as Europe rejects software patents, Europe will have this advantage. If Europe maintains its advantage, by rejecting software patents, eventually my country may find it necessary to compete by changing its foolish policy. Please help save the US from software patents, by saving yourselves first. Sincerely Richard Stallman President, Free Software Foundation MacArthur Foundation Fellow [1] http://www.fiorellocortiana.it [2] http://www.stallman.org/ /blog/index.php/archives/2005/05/13/552/ WordPress 1.5.1 Matt [1] ha appena annunciato la versione 1.5.1 di Wordpress, il popolare motore GPL per la gestione di blog. Tra le maggiori novità un incremento di velocità e 170 bug risolti: per la lista completa potete consultare il changelog nel wiki di wordpress. [2] WordPress Development Blog WordPress 1.5.1 It seemed like a good time to brighten everyone’s Monday with a new release of everyone’s favorite blogging software. We’re happy to announce the immediate availability of WordPress 1.5.1 for free download. By our counter there were 207,981 downloads of 1.5.0 and we hope even more people will enjoy this latest release. [1] http://photomatt.net/ [2] http://codex.wordpress.org/Changelog/1.5.1 /blog/index.php/archives/2005/05/10/wordpress-151/ Anima Blues [1]Qualche mese fa al Naima, un club della città di Forlì che frequento spesso, Eugenio Finardi, Pippo Guarnera, Vince Vallicelli e Massimo Martellotta mi hanno piacevolmente stupito con un concerto che si intitolava “Anima Blues“. Mi ha stupito l’entusiasmo con il quale Finardi sembrava liberarsi dal genere musicale che il lavoro gli ha attribuito, e godere fino ad essere contagioso dell’anima più profonda della sua vera passione. Quando, quasi per caso, ho scoperto che di questa esperienza, nata proprio nella mia città, il quartetto aveva inciso un album, ho subito ripensato a quella sera ed alla voglia di rivivere l’anima di quella musica, anche se racchiusa e quasi sicuramente soffocata, all’interno di un cd. Finalmente ho acquistato il disco e mi è piaciuto tanto che vorrei proprio consigliarvene l’acquisto e l’ascolto (possibilmente in questa sequenza). Il trio di supporto è veramente degno di nota (dalle mie parti Pippo e Vince sono molto noti), e Finardi sembra un’altro musicista. [1] http://www.eugeniofinardi.it/animablues/disco.html /blog/index.php/archives/2005/05/07/anima-blues/ Skype, il telefono USB, Jabber e VOIP Pandemia: La rassegna stampa di oggi: Yahoo! Video, Sober e Skype [1] Luca di Pandemia [2] segnala un telefono USB da utilizzare con Skype. Questo telefono è comodo, ma il passo successivo e fondamentale sarà quello del telefono con la scheda di rete, che eviti l’uso del computer. Non serve un grosso passo tecnologico, e mi stupisce che non ci abbiano ancora pensato. PS: io che uso un MAC non posso usare il telefono USB, che funziona solo su Windows/i386 a 32 bit. Ieri sera invece ho letto che PSI [3] supporterà, dalla prossima versione, il VOIP [4] e lo streaming audio/video [5]. Se fosse unito ad un servizio come SkypeOUT, sarebbe un’ottima cosa: senza formati proprietari di mezzo, ognuno potrebbe costruirsi il suo apparecchio telefonico voip da utilizzare con il roster degli amici su jabber [6], ed ognuno potrebbe offrire il suo servizio di telefonia verso i numeri fissi non voip. Per chi non lo sapesse, il mio Jabber ID è zoddo@jabber.sk [1] http://www.pandemia.info/archives/2005/05/la_rassegna_sta.html [2] http://www.pandemia.info [3] http://psi.affinix.com/ [4] http://delta.affinix.com/ [5] http://jabber.helixcommunity.org/ [6] http://www.jabber.org /blog/index.php/archives/2005/05/05/pandemia-la-rassegna-stampa-di-oggi-yahoo-video-sober-e-skype/ IBM taglia 10′000 posti di lavoro IBM annuncia a mercati chiusi una grossa operazione di riassetto ed un taglio del personale di circa 10000-13000 unità, principalmente nelle divisioni Europee. ANSA.it - Ibm: riassetto e tagli posti lavoro [1] Speriamo che questi tagli non riducano le divisioni legate a Linux ed ai server di fascia alta. [1] http://www.ansa.it/main/notizie/awnplus/topnews/news/2005-05-05_213155.html /blog/index.php/archives/2005/05/05/ibm-taglia-10000-posti-di-lavoro/ (L)eft - autoproduzioni musicali libere [1]Il 7-8 Maggio a Bologna si apre (L)left, uno spazio aperto e interattivo dedicato alle nuove possibilità di divulgazione della “Ccultura libera del suono”, una cultura resa possibile dal no-copyright e dal copyleft e destinata a diffondersi, crescere e diventar grande. Concerti, proiezioni e installazioni video, reading, creazioni opensource, tavole rotonde, conferenze e mostre. Gli organizzatori intendono coinvolgere e sensibilizzare il pubblico e gli addetti ai lavori, far ascoltare la molta musica libera già disponibile, far conoscere un mondo libero di suonare, giocare, scrivere, libero dalle restrizioni del diritto d’autore e delle major. L’evento mira a diventare nel tempo un appuntamento stabile di confronto tra coloro che operano in questo contesto e il pubblico, per organizzare attività ed eventi e percorsi comuni che diffondano il no-copyright e il copyleft. Il programma è disponibile sul sito (L)eft - autoproduzioni musicali libere [2] Articoli Simili: Participatory Culture Foundation [3] NGV movimento di immagini [4] [1] http://copydown.inventati.org/left [2] http://copydown.inventati.org/left [3] /blog/index.php/archives/2005/04/22/participatory-culture-foundation/ [4] /blog/index.php/archives/2005/04/11/ngv-movimento-di-immagini/ /blog/index.php/archives/2005/05/05/left-autoproduzioni-musicali-libere/ ..:digital||divide:.. » WordPress diventa un aggregatore ..:digital||divide:.. » WordPress diventa un aggregatore [1] Interessante questo plugin per Wordpress che permette di aggregare e selezionare post e categorie provenienti da altri Feed. Grazie a Stefano per la segnalazione, appena avrò un attimo di tempo ne farò una prova. In questo non fa nulla di nuovo, se non che vi permette di filtrare ogni feed per categoria, autore, ecc… in modo che solo alcuni post appaiano ed altri no, o che gli elementi che il feed presenta come appartenenti a determinate categorie o tag, sul vostro blog “finiscano” in altre tassonomie… Wordpress si dimostra ancora una volta una piattaforma vivace dal punto di vista dei contributi degli sviluppatori di tutto il mondo, credo che il suo futuro sia più che roseo! [1] http://digitaldivide.garuti.it/2005/05/03/e-wordpress-diventa-un-aggregatore/ /blog/index.php/archives/2005/05/04/digitaldivide-u2026e-wordpress-diventa-un-aggregatore/ Petizione a favore del Conto Energia L’ associazione NIM sta chiedendo al governo italiano di approvare entro il 2005 il ‘conto energia’ tramite il quale chiunque sia proprietario di un terreno o di un edificio esposto al sole potrà produrre energia elettrica tramite pannelli solari da rivendere alle società elettriche. Una possibilità di reddito per molte famiglie e imprese mediante la produzione di energia pulita. Petizione a Favore del Conto Energia [1] Nel resto dell’articolo ho copiato le motivazioni dettagliate della petizione. I motivi della petizione Perché il Conto Energia è importante? PETIZIONE PER L’ATTUAZIONE DEL “CONTO ENERGIA” Il “Conto Energia” fissa una tariffa di acquisto dell’energia elettrica. Tutti i cittadini interessati o le imprese possono installare pannelli fotovoltaici sulla propria abitazione o sui terreni al fine di produrre energia elettrica da rivendere alle società elettriche in cambio di una tariffa incentivata (cd “Conto Energia”). I vantaggi economici e sociali del Conto Energia sono evidenti: 1. Fabbisogno energetico nazionale. crescita della produzione di energia elettrica dalle energie rinnovabili (solare) con conseguente miglioramento dell’autosufficienza energetica nazionale; 2. Occupazione nel settore delle rinnovabili. La crescita dell’occupazione nel settore delle energie rinnovabili distribuita sul territorio nazionale (es. operai e personale impiegato per l’installazione dei pannelli e la loro manutenzione da parte delle imprese private, lavoro edile per la realizzazione degli impianti ecc.). 3. Ogni famiglia o impresa potrà ottenere un reddito producendo energia mediante pannelli solari installati sui propri terreni o sulle superfici degli edifici. 4. La crescita nelle vendite dei pannelli solari consentirà la riduzione del prezzo di acquisto dei pannelli solari FV grazie alle economie di scala. A vantaggio di ogni consumatore. 5. Minore inquinamento. L’energia elettrica prodotta dalle energie solari non produce inquinamento da CO2 (effetto serra) o polveri sottili. Favorisce pertanto il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. 6. Maggiore redditività di impresa. Le aziende agricole potranno beneficiare di un’ulteriore forma di redditività investendo nella produzione di energia elettrica tramite il solare o mettendo a disposizione i terreni incolti o gli spazi non utilizzati alle società interessate ad installarvi pannelli solari. Le tariffe di acquisto garantite per venti anni daranno certezza agli investimenti e favoriranno l’accesso delle imprese ai finanziamenti. 7. Produzione di energia distribuita. La produzione di energia elettrica dal solare favorisce le piccole e medie imprese in ogni regione italiana (nord, centro, sud). Particolarmente favorito il sud per la maggiore esposizione solare e l’ampia disponibilità di terreni incolti o aridi. La presenza del “conto energia” è fondamentale per l’ottenimento di questi risultati. Per questi motivi chiediamo al Governo di emanare al più presto il decreto di attuazione del D.lgsl 387/2003 per fissare le tariffe del “conto energia” e le modalità di regolamentazione. [1] http://www.nimer.it/nimer.asp?ar=320 /blog/index.php/archives/2005/05/03/545/