Olio di Colza

In questi giorni è scoppiato il caso dell’olio di colza, che rimbalzato su alcuni telegiornali ha catturato un notevole interesse. Ho subito rimbalzato la domanda nella mailing list di ASPO Italia, una associazione di persone estremamente competenti che studiano il problema del picco di produzione del petrolio e lavorano per aumentare la diffusione di energie alternative e diminuire la nostra dipendenza dall’oro nero.

La domanda, ovviamente, riguardava la veridicità della notizia.

Riporto le risposte ed i contributi più significativi:

- Non si può usare l’olio di colza del supermercato pari pari, occorre trasformarlo attraverso un processo detto “transesterificazione”, piuttosto complicato anche se qualche coraggioso prova a farlo in casa. A questo probabilmente si riferiva il servizio (i giornalisti, mi vergogno ad ammetterlo, talvolta fanno azzardate asserzioni senza aver minimamente approfondito). Il risultato di tale laboriosa operazione è per l’appunto… IL BIODIESEL! - E’ vero invece (sempre a quanto pare) che si possa versare nel serbatoio l’olio di semi vari del supermercato, così com’è: ma ciò vale soltanto per i vecchi diesel aspirati, mentre per i più moderni Turbodiesel non si può superare il rapporto 3/1 fra gasolio e olio di semi. Quanto ai common rail, non possono neppure sentirne l’odore senza grippare! Il servizio, parlando di “ultima generazione”, ha fatto davvero disinformazione. -Un’altra soluzione è quella di far montare un apposito accrocco (lo fa una ditta tedesca) che rende al motore accettabile qualsiasi tipo di olio vegetale. Qui ho informazioni di prima mano: un tassista che conosco mette nel suo vecchio Mercedes (aspirato!) addirittura l’olio vecchio con cui si sono fritte le patatine. Il problema è che l’accrocco tedesco costa 2500 euro, e conviene giusto solo ad un tassista.

E’ vero, inoltre, che sul biodiesel si paga una percentuale elevatissima per le accise, che se diminuite o calibrate meglio contribuirebbero notevolmente alla sua diffusione, perché permetterebbero di rendere economicamente vantaggioso il suo utilizzo.

Il problema è, come al solito, politico oltre che tecnico: dovremmo una volta per tutte scrivere una graduatoria dei combustibili/carburanti e delle fonti di energia in base al costo ed all’impatto sull’ambiente (inquinamento atmosferico, ma non solo), e promuovere quelli in cima alla lista attraverso leve fiscali.

Questo ci permetterebbe di rendere il nostro paese un po’ meno dipendente dall’estero per le fonti energetiche, ed avere un’aria un po’ più pulita.

Altri link interessanti:

  • Ecoblog.it: Colza in Italia, decolla il biodiesel fai da te
  • Autoblog.it: Olio di Colza e diesel moderni
  • Ogni contributo, come al solito, è ben accetto.

    One Response to “Olio di Colza”

    1. Full(o)bloG » Blog Archive » olio di colza Says:

      […] tutto un po’ da fullo @ 11:30 alessandro ha pubblicato sul suo blog un piccolo approfondimento sul caso olio di colza e motori diesel. Da legg […]

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